Flavescenza Dorata

Referenti

Obiettivi del Servizio

L'attività consiste nel controllare in vigneto la presenza della malattia e del suo agente vettore: l'insetto "Scaphoideus titanus". I sopralluoghi vengono effettuati in collaborazione con il settore Fitosanitario della Regione Piemonte e con gli Organismi erogatori dell'Assistenza Tecnica.

 

A chi rivolgersi

 

Segnalazioni Vigneti incolti

Nella prevenzione della diffusione di flavescenza dorata (FD) sul territorio viene spesso richiamato il ruolo degli incolti come fonte sia di inoculo del fitoplasma sia del suo vettore Scaphoideus titanus.
E' necessario porre un po' di chiarezza su tale ruolo.
Innanzi tutto è necessario distinguere le tipologie di vigneti oggetto di segnalazione o di incolti e conseguentemente la loro importanza nella diffusione di FD.

1) Vigneti produttivi:
a) condotti in modo curato ma dove non vengono rispettati gli obblighi in merito ai trattamenti insetticidi e all’estirpo delle viti malate. Se vi è presenza di viti infette e del vettore possono avere un ruolo nella diffusione di FD.
b) condotti in modo trascurato, di piccole dimensioni, e condotti da proprietari che non svolgono la professione agricola. Se vi è presenza di viti infette e del vettore possono avere un ruolo nella diffusione di FD.

3) Vigneti abbandonati da molti anni:
incolti dove è presente molta vegetazione spontanea ed è ormai prevalente la vite selvatica. Studi condotti in Veneto e in Friuli Venezia-Giulia hanno dimostrato che in questi appezzamenti possono essere presenti viti infette ma in genere non è presente il vettore e quindi il loro ruolo nella diffusione della malattia è limitato o nullo.

4) Incolti veri e propri:
sono tutti gli altri incolti caratterizzati da presenza di vegetazione varia,con caratteristiche più vicine a boschi abbandonati. Anche se in passato gli appezzamenti erano a vigneto le viti non sono più visibili. Tali incolti non risultano avere alcun ruolo nella diffusione di FD. Il vettore e il fitoplasma agente di FD sono specifici della vite. Altri agenti di giallume della vite possono essere presenti nella vegetazione spontanea o in altre specie vegetali così come i loro vettori. Sulla base di tale classificazione è possibile precisare quali possono essere le misure fitosanitarie applicabili.
Negli appezzamenti di tipo 1, 2, che mantengono le caratteristiche di vigneto, occorre accertare se il vettore è presente.
In tali appezzamenti, se sono situati in zona di insediamento, focolaio o indenni a rischio è obbligatorio effettuare i trattamenti insetticidi previsti dalla normativa.
Inoltre se sono in zona focolaio, è obbligatorio l'estirpo delle viti infette mentre se sono in zona di insediamento l'estirpo delle viti infette è vivamente consigliato.
Gli appezzamenti di tipo 3 e 4 rivestono un ruolo molto limitato nella diffusione della malattia e pertanto non risultano essere necessarie misure fitosanitarie obbligatorie, se in essi non sono presenti viti con sintomi di FD.

Per gli appezzamenti di tipo 1 e 2 quale può essere la procedura da seguire per evitare che costituiscano una fonte di diffusione della malattia?
I cittadini o i tecnici possono segnalare la presenza di tali appezzamenti al Comune in cui è situato l’appezzamento o al S.F.R. che di volta in volta valuterà quale procedura attivare.

PROCEDURA
RUOLO DEL COMUNE

1)  Il Comune può raccogliere le segnalazioni da parte dei cittadini
2) Il Sindaco può inviare una comunicazione all’interessato (il S.F.R. fornisce un modello di lettera tipo) indicando una scadenza (1 mese) in cui devono essere effettuati gli interventi prescritti
3) Il Comune può verificare l’effetto della comunicazione
4) Se la comunicazione non ha avuto effetto il Sindaco invia l’elenco degli inadempienti al S.F.R

Nelle segnalazioni devono sempre essere indicati i seguenti dati:
nominativo del proprietario
indirizzo (se possibile un recapito telefonico)
comune e località in cui è situato l'appezzamento
riferimenti catastali.
Il Settore Fitosanitario effettuerà una serie di accertamenti e di verifiche cercando soprattutto
di intervenire con azioni di informazione e convincimento dei proprietari degli appezzamenti
interessati affinché eseguano gli interventi previsti dalla normativa.
Qualora il proprietario non attui quanto disposto dal Settore Fitosanitario, il decreto di lotta
obbligatoria contro la flavescenza dorata, D.M. n. 32442 31/05/2000 “Misure per la lotta
obbligatoria contro la Flavescenza Dorata della vite”, prevede di procedere in base all'articolo 500
del Codice penale.

 

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