IMPIANTI DI DEPURAZIONE PUBBLICI:
Disciplina fase d'avviamento, ristrutturazione e potenziamento - MODIFiCA dgp 473 DEL 09.06.2004
L'Esecutivo Provinciale con DGP n. 352 del 21/08/2007 ha approvato la modifica alla precedente DGP n. 473 del 09/06/2004 "D.Lgs. 152/99 e s.m.i., L.R. 44/2000 - Disciplina delle fasi d'avviamento, ristrutturazione e potenziamento degli 'impianti di depurazione pubblici."
Le procedura approvata a suo tempo, con la DGP 473/2004, riguardava il caso in cui un depuratore di potenzialità superiore a 2000 a.e. fosse oggetto d'interventi di ristrutturazione e potenziamento da realizzare in loco, ma non prevedeva il caso di un depuratore che, pur funzionando regolarmente, non fosse in grado, per ragioni di dimensionamento, di rispettare i limiti del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., e sul quale, però, non sarebbe stato opportuno intervenire con fondi pubblici, in quanto era già progettata la realizzazione di nuovo impianto in un altro luogo.
La nuova procedura è stata estesa, pertanto, anche a tale casistica, consentendo il funzionamento dell'impianto esistente, in condizioni di garanzia per il corpo idrico, fino alla sua dismissione ed alla contestuale sostituzione con un nuovo impianto.
La procedura provinciale prevede, in sostanza, l'emanazione di un provvedimento di esercizio temporaneo che, unicamente nei casi definiti, sostituisca, per un periodo limitato, l'autorizzazione allo scarico, consentendo d'immettere le acque reflue nel corpo ricettore nel rispetto di un dettagliato cronoprogramma di lavori e con specifiche precauzioni gestionali per limitarne l'impatto.
In data 13 marzo 2007 è stato approvato dal Consiglio Regionale, con D.C.R. n. 117-10731, il Piano di tutela delle acque (PTA).
Il PTA definisce l'insieme degli interventi per mezzo dei quali conseguire gli obiettivi generali del d.lgs. 152/1999:
Oltre ad attenersi alle prescrizioni del D.Lgs 152/99, il PTA si ispira alle Linee Guida messe a punto dai gruppi di esperti della Commissione europea per la costruzione di una comune strategia per la tutela delle acque da parte dei Paesi membri, in applicazione della Direttiva Quadro in materia di acque 2000/60/CE.
A far data dal 01 gennaio 2005 la modulistica predisposta dal Settore Tutela Ambiente per richiedere l'autorizzazione agli scarichi delle acque reflue industriali (scaricabile da questo sito) è stata modificata prevedendo un'apposita sezione dedicata alle sostanze pericolose.
Si ritiene opportuno far notare che nella domanda, tra le altre informazioni, viene richiesto all'azienda anche il codice NOSE-P. Il codice NOSE-P (nomenclature of sources of emission) è la classificazione standard europea delle fonti di emissione. Tale codifica è stata stabilita solo per alcune attività.
Sul BURP n. 15 del 10 aprile 2003 è stata pubblicata la Legge regionale 7 aprile 2003, n. 6 "Disposizioni in materia di autorizzazione agli scarichi delle acque reflue domestiche e modifiche alla legge regionale 30 aprile 1996, n. 22 (Ricerca, uso e tutela delle acque sotterranee)" . La legge, oltre alla proroga del termine per la presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico (scaduto il 30/06/2007), dispone l'obbligatorietà del rinnovo tacito per le autorizzazioni agli scarichi derivanti da insediamenti adibiti ad abitazione, quelli adibiti allo svolgimento di attività alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, culturale, scolastica e commerciale e da insediamenti in cui si svolgono con carattere di stabilità e permanenza attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali provengano esclusivamente da servizi igienici cucine e mense
La Provincia autorizza l'immissione nelle acque superficiali, nel suolo e negli strati superficiali del sottosuolo delle seguenti tipologie di scarico:
La Provincia approva, altresì, i Piani di prevenzione e gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne (D.P.G.R. n. 1/R del 20/02/2006 e s.m.i.)
Scarichi acque reflue industriali e domestiche
Scarichi acque reflue urbane (pubbliche fognature)
Segreteria